EDILIZIA SOSTENIBILE

Con il termine bioedilizia si indica una modalità di progettare, costruire e arredare un edificio in modo compatibile con l’ambiente. La bioedilizia o bioarchitettura è strettamente correlata al concetto di sostenibilità ambientale. Il termine sostenibilità è stato usato per la prima volta durante la prima conferenza ONU sull’ambiente e la definizione che è stata data è la seguente: “Condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

 

 

Il modello di sviluppo sostenibile deve tenere conto sia dell’impatto ambientale che della qualità della vita delle persone usando in modo responsabile le risorse della terra.

La sostenibilità nel costruire deve guardare tutto il ciclo di vita dell’edficio; dalla costruzione alla demolizione. La bioarchitettura promuove in più l’integrazione degli edifici con l’ambiente naturale e punta sull’utilizzo di energia rinnovabile.

Tale obiettivo può essere raggiunto tramite:

  • Luso di tecnologie e materiali sostenibili;
  • Lo sfruttamento di risorse sostenibili;
  • Una complessiva sostenibilità dellintero edificio o della costruzione in generale, in relazione allambiente circostante”.

Innanzitutto, bisogna concentrarsi sull’approccio integrato. Infatti, la costruzione deve essere progettata e studiata non solo in relazione all’intero ciclo di vita dei materiali ma anche in relazione all’ambiente in cui viene inserito. Prima di scegliere il lotto sul quale costruire bisogna valutare l’impatto dell’edificio sul terreno e sulle falde acquifere, l’alterazione dell’ecosistema e la possibile perdita di biodiversità. Per tutelare il territorio esiste il piano regolatore generale comunale, che nell’ordinamento giuridico italiano, è uno strumento che regola l’attività edificatoria all’interno di un territorio comunale.

La scelta dei materiali da costruzione è necessario conoscere l’intero ciclo di visa del materiale, conoscere la sua provenienza, la modalità produttiva e la modalità di smaltimento. Inoltre, le materie prime inserite nel ciclo produttivo, devono essere rinnovabili e dopo l’inserimento nell’ambiente domestico non devono causare delle emissioni nocive nell’ambiente. Il processo produttivo deve essere a basse emissioni inquinanti e al momento di smaltimento deve avere alta riciclabilità.

L’involucro è uno dei punti “deboli” dell’edificio. I ponti termici sono punti dell’involucro attraverso il quale i flussi termici causano una veloce dispersione d’aria come ad esempio le crepe, gli interstizi e le cattive tenute dei serramenti. Un intervento d’isolamento termico può, in questo caso, rendere più confortevole un alloggio e diminuire del 15-20% le spese annue di combustione per riscaldamento. Intervenire sulle prestazioni energetiche dell’abitazione riducendo in modo significativo il consumo energetico permette la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Ad esempio, in una casa sostenibile è importante il risparmio dell’acqua destinata a soddisfare il fabbisogno dei suoi abitanti (acqua calda sanitaria ma anche acqua per l’uso di elettrodomestici e per l’irrigazione degli spazi verdi). Infatti, in questo caso, si possono privilegiare tecnologie che favoriscono il risparmio idrico, ad esempio prevedendo il riutilizzo dell’acqua piovana o delle acque bianche per l’irrigazione del giardino. Per ridurre il consumo dell’acqua è possibile applicare ai rubinetti anche particolari modelli di riduttori di flusso.

Il passo successivo per realizzare una casa sostenibile riguarda sicuramente l’inserimento di tecnologie attive per la produzione di energia elettrica e termica. Questa possibilità deve essere integrata alle soluzioni precedentemente esposte. Infatti, in primo luogo l’edificio dovrà rispettare criteri di sostenibilità nella fase costruttiva e successivamente dovrà essere integrato con tecnologie di produzione da fonti energetiche rinnovabili. La fonte rinnovabile per eccellenza è quella solare che permette la produzione di energia termica ed elettrica. Un impianto fotovoltaico con accumulatori, abbinato ad un riscaldamento a pavimento, è attualmente la migliore garanzia per la diffusione di calore naturale ed omogeneo in tutti gli ambienti di casa. Non volendo sfruttare il calore solare, è comunque possibile implementare un impianto geotermico. Tali sistemi hanno il compito di estrarre calore dal terreno e trasportarlo in superficie e tale calore può essere usato per il riscaldamento in inverno. Nell’ambito delle costruzioni residenziali l’ostacolo maggiore all’innovazione sono principalmente le questioni economiche legate alla disponibilità del committente. Inoltre, alcuni committenti sono anche restii all’accettazione di soluzioni tecnologiche lontane da quelle della tradizione costruttiva. Per aggirare il limite economico dei committenti un grosso incentivo in Italia è dati sicuramente dall’ecobonus che nell’anno 2020 è diventato Superbonus 110%. Si tratta di una detrazione del 110% delle spese sostenute per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e che riducono il rischio sismico.

 

Articolo di

Agata Maria Jablonska

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