REPORT IPCC 2021

Agosto 14, 2021 0 Di Unione dei Giovani di Sinistra

Il sesto rapporto dell’IPCC ci ha ricordato che l’emergenza sanitaria non è l’unica emergenza che dobbiamo affrontare.

Il 9 agosto è stato pubblicato il rapporto del primo gruppo di scienziati dell’IPCC (International Panel on Climate Change) su ciò che sappiamo di nuovo sulle condizioni del nostro pianeta e, purtroppo, le notizie non sono positive.

Le nuove tecnologie a disposizione e la ricerca di dati nuovi e più precisi hanno confermato quanto affermato in precedenza dall’IPCC: la crisi climatica in atto è dovuta soprattutto all’azione dell’uomo e questa ha portato ad effetti devastanti su tutto il pianeta Terra.

IPCC non ci ha detto nulla di nuovo, ha confermato quello che sapevamo già. Il riscaldamento climatico in atto è causato in enorme misura dall’azione umana.

Più precisamente, la temperatura media globale negli anni 2011-2022 è stata superiore di 1.09ºC rispetto a quella del periodo 1850-1900.

Tale aumento è causato in misura preponderante dalle emissioni di gas serra connesse all’attività umana.

L’analisi elaborata dagli scienziati è precisa e neutrale, quindi non possiamo più tollerare giornalisti, o sedicenti tali, o politici che attribuiscono la causa della crisi climatica a fattori di origine naturale o addirittura ne negano la stessa esistenza.

Sostenere simili tesi oggi non significa solo condividere idiozie prive di fondamento, ma condurci consapevolmente verso il baratro.

Infatti, gli effetti del riscaldamento globale sono noti ma ribadirli non fa mai male: dal 1901 il livello medio dell’innalzamento del livello del mare è stato di 20 cm, chiaramente aumentando in misura crescente con trascorrere del tempo e l’aumentare delle emissioni. Negli ultimi 50 anni la temperatura della Terra è cresciuta come mai negli ultimi 2000 anni. L’estensione dei ghiacci dell’Artico negli ultimi 10 anni è la più bassa degli ultimi 1000 anni, la riduzione dei ghiacciai è la maggiore degli ultimi 2000 anni. L’acidificazione dei mari procede a una velocità senza precedenti, almeno negli ultimi 50.000 anni.

Di fronte a questa situazione catastrofica, tuttavia, le possibilità di migliorare le condizioni della Terra non sono così scarse. L’IPCC ha elaborato diversi scenari possibili sulla base della riduzione delle emissioni dei gas serra. I risultati sono evidenti: un impegno della collettività che porti alla riduzione progressiva dei gas serra, fino alla cessazione di ogni loro produzione nel 2050, garantirebbe i migliori risultati. Rimarremmo al di sotto dell’aumento della temperatura di 2ºC rispetto ai livelli pre-industriali e, dunque, gli effetti climatici avversi sarebbero fortemente mitigativi rispetto agli altri scenari.

Per contro, se rimaniamo inerti e non compiamo alcuna azione nella riduzione dei gas serra emessi, l’aumento della temperatura prevista è tra i 4ºC e i 5ºC entro il 2100, con effetti catastrofici per l’umanità e l’ecosistema.

È arrivato il momento di compiere una scelta. Non possiamo più aspettare: ogni giorno, ogni mese è prezioso per rallentare il riscaldamento globale.

Dobbiamo ordinare a chi ci governa di attuare una rivoluzione verde e di farlo adesso, perché le azioni individuali sono inefficaci se non sono accompagnate al cambiamento dell’intero sistema. È necessario compiere scelte radicali e bisogna farlo adesso.

 

Articolo di

Valentina Failla