UNIONE DEI GIOVANI DI SINISTRA Cultura COMIZI D’AMORE – RITRATTO DI UN’ITALIA (QUASI) PASSATA

COMIZI D’AMORE – RITRATTO DI UN’ITALIA (QUASI) PASSATA

“Tutti gli uomini sono a loro modo anormali. Tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura.”

Così risponde il poeta Giuseppe Ungaretti a una delle tante domande che Pier Paolo Pasolini nel suo docu-film pone agli intervistati. Per differenza di età, classe sociale, regione di provenienza; da contadini del proletariato, a intellettuali del calibro di Alberto Moravia, le risposte che gli italiani danno alle domande “scabrose” di Pasolini hanno alle loro spalle anni di tradizioni, pensieri profondi sulla natura umana o semplicemente ingenua ignoranza.

“Comizi d’amore è un film-inchiesta, uno spaccato di vizi, tabù e nevrosi di una società fondamentalmente arcaica, travolta dal benessere economico”.

Questa inchiesta porta alla luce quelle che sono le opinioni, spesso contrastanti, degli italiani. Che siano essi borghesi intervistati fuori l’Università di Bologna, o braccianti del proletariato in Calabria. L’improvvisato intervistatore non manca però di domandare anche alle “grandi menti” dell’epoca, ottenendo monologhi spettacolari come quelli dei già citati Moravia e Ungaretti.

Da questa scrupolosa ricerca di Pasolini, ne risulta un paese totalmente differente in ogni sua zona geografica: un nord che sembra avere una fine mentalità aperta, ma idee più che confuse, e un sud, che anche se con tradizioni ormai superate, non smentisce mai per la sua decisione e fermezza. Omosessualità, divorzio, case chiuse, parità dei sessi. Pasolini interroga i suoi concittadini mostrandoci come l’ignoranza non è sempre causata della povertà, anche i ricchi borghesi hanno idee distorte della sessualità come in un povero paesino sperduto nell’entroterra siciliano. Una società pervasa da consumismo e morale cattolica, che allora come oggi, si riduce ad un semplice “siamo così perché siamo così”. Il vero colpevole si delinea quindi essere il retaggio culturale del nostro paese. Testimone ne è una delle tante interviste in spiaggia ad alcuni ragazzi: “Tu sei favorevole al divorzio?” “No” risponde il ragazzo “E perché?” “Perché sono calabrese”. Che ci si trovi tra operai della Fiat di Torino o tra giovani universitari o tra contadini le idee sono spesso trasversali. Istruzione, status sociale, lavoro, sono tutti elementi che dovrebbero consentire, secondo molti, una maggiore apertura mentale ai nuovi tempi proposti come l’aborto o il divorzio; ma allora perché troviamo segni di emancipazione anche tra i braccianti romagnoli degli anni ’60?

Comizi d’amore termina con la scena di un matrimonio, e Pasolini con una voce fuori campo elogia la virtù dell’amore, la sua bellezza e la coscienza nell’amare.

Ciò dimostra come il nostro paese anche cinquant’anni fa aveva gli stessi problemi ad affrontare certe tematiche che ancora oggi sono fonte di imbarazzo, nonostante le differenze sia a livello sociale che economico siano fortunatamente diminuite, nonostante il nostro paese sia un po’ diverso da allora, il pensiero ottuso e arcaico di quegli anni sembra decisamente troppo attuale.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Related Post