LA MARCIA DELLA SOCIETÀ SUGLI ULTIMI

Il capitalismo e la società in generale si fonda sullo sfruttamento e sull’oppressione della maggior parte delle persone. Le varie strutture di potere, le varie gerarchie che troviamo nella società, rinforzano e vengono rinforzate a loro volta dal sistema. Ad esempio il lavoro sociale non retribuito delle donne casalinghe ha creato la concezione della rigida separazione dei ruoli nella casa, che a sua volta ha rinforzato l’idea che sia normale che le ore di lavoro impiegate dalla donna in casa non vengano retribuite. Questo è un chiaro esempio di come il patriarcato sia rinforzato dalla società e di come rinforzi essa stessa. Oggi vogliamo parlare principalmente della marcia della società sugli ultimi: di come sistematicamente la società capitalistica neoliberista vada avanti disinteressandosi totalmente delle conseguenze sulle categorie più fragili.

La depressione e altre malattie legate alla salute mentale stanno aumentando di generazione in generazione. I dati parlano chiaro: l’American Psychological Association ha condotto uno studio che mostra come la generazione Z sia la generazione che dichiara di aver più problemi riguardanti la propria salute mentale sotto molteplici parametri rispetto alle altre generazioni. Inoltre dallo studio effettuato si nota molto bene come tra le generazioni esaminate ci sia una tendenza “positiva” (da un punto di vista matematico) nei dati che rilevano problemi di natura psichica e di stress. Questo trend consolidato è sicuramente anche frutto dei progressi nel campo della psicologia e della differente visione nei confronti dei disturbi psichici da parte delle veri generazioni, ma fa anche notare un peggioramento generale della salute mentale delle persone. Molto banalmente più andiamo avanti, più stiamo male.

Quali sono le cause di questo aumento del disagio pubblico? Di solito si tratta la questione dei disturbi psichici come una questione personale, il chè è deleterio ed non corretto. La correlazione tra condizione economica e disturbi psichici è ampiamente documentata da diversi studi. Stando ai dati ISTAT 10 milioni di italiani soffrono di depressione, attacchi di panico e ansia. In America una persona su due sviluppa una malattia mentale nel corso della sua vita, con 45 milioni di disturbi mentali diagnosticati ogni anno. Le malattie psichiche derivano soprattutto da fattori genetici, ma vengono attivate da traumi e circostanze esterne che possono acuirne o limitarne gli effetti. Inoltre un disturbo è tale quando non è normalizzato dal tessuto sociale: questo significa che il rapporto fra malattie mentali e società è indissolubile, tant’è che ogni anno si aggiungono o si rimuovono dei comportamenti ritenuti disturbi psichici.

La vulnerabilità riguardo le malattie mentali (presente in modo più o meno grave in tutti) ha bisogno di traumi per manifestarsi come disturbo psichico. Ciò significa che potenzialmente, chi più chi meno, tutti noi abbiamo il rischio di una manifestazione di un qualche disturbo psichico: questi fattori di rischio, dunque dipendono dall’esterno. Ebbene ciò che favorisce l’allontanamento di questi fattori di rischio, come accesso alle cure, buone relazioni sociali, vita stabile e buona istruzione, è molto meno accessibile per persone con una situazione economica svantaggiata.

Come spiega la psichiatra Jeanne Miranda, i traumi nei poveri sono così frequenti che cercare dei depressi fra i poveri è come cercare dei malati di ensifema tra dei minatori di carbone. A questo si aggiunge tutto lo stress che la società impone agli strati più bassi della società che, banalmente, riescono a malapena a permettersi ciò che è necessario per vivere. È un cane che si morde la coda, una spirale negativa verso l’oblio e l’alienazione dalla società: essere poveri deprime e la depressione impoverisce.

Come dimostrano Richard Winkinson e Kate Pickett in “The Inner Level. How More Equal Societies Reduce Stress And Improve Everyone’s Wellbeing”, le società più diseguali secondo l’indice di Gini sono quelle che presentano numeri peggiori per quanto riguarda la salute mentale della popolazione. I loro risultati mostrano chiaramente la tendenza alla riduzione dei problemi psichici della popolazione alla diminuzione delle disuguaglianze economiche. Inoltre secondo Michael Marmot, autore del libro “The Health Gap”, il gap nella salute psicofisica si verifica dall’infanzia: condizioni di povertà causano condizioni cognitive sfavorevoli nell’apprendimento. A questo si aggiungono tutti i traumi che si verificano per colpe di altre strutture oppressive della società: la discriminazione razziale sistematica può favorire l’accorciamento dei telomeri e gli abusi subiti da bambina fanno diminuire l’ippocampo del 5%. Inoltre, come dimostrato dall’Italia che ha un indice di Gini pessimo, ma dei dati non altrettanto pessimi per ciò che riguarda lo sviluppo di malattie mentali, un ambiente familiare coeso e unito influisce sul benessere psicologico delle persone, il quale a sua volta è strettamente correlato con la condizione economica di tale famiglia.

Tutte queste condizioni sistemiche, tra cui la maggior difficoltà di trovare un lavoro per persone affette da disturbi mentali, come testimoniato dal fatto che l’80% delle persone autistiche è disoccupato, forniscono una visione più chiara dello sviluppo delle malattie mentali.

Il cerchio inoltre si chiude: sappiamo bene come la ricchezza in questo momento sia principalmente nelle mani delle vecchie generazioni, il chè spiega la tendenza al peggioramento delle condizioni psico-fisiche di generazione in generazione. Tutto ciò è unito all’incredibile precariato e alle condizioni di lavoro terribili che vengono riversate sui giovani.

Il modo per uscire da questo trend pericoloso è, come sempre, agire sulle due componenti principali della società: struttura e sovrastruttura. È necessario intervenire cambiando radicalmente il sistema economico: come dimostrano ulteriormente questi dati, la concezione Marxiana che afferma banalmente che siamo il riflesso delle condizioni in cui ci troviamo, ci obbliga a cambiare queste condizioni per migliorare la società. La soluzione in questo caso è quella di redistribuire le ricchezze, di sviluppare un sistema di previdenza sociale totale che renda libero ed equo l’accesso a tutto ciò che è necessario per una vita dignitosa delle persone. Molto semplicemente quella di rendere l’economia la nostra serva e non viceversa.

Dal punto di vista delle sovrastrutture dovremmo invece distruggere il concetto della privatizzazione del dolore, ovvero smettere di vedere i disturbi mentali come dei problemi individuali risolvibili solo a colpi di farmaci. Le condizioni mentali peggiori sono un problema sistemico che fa parte di tutte quelle strutture di potere oppressive figlie di questa società e utili alla società per la sua marcia imperterrita contro gli ultimi.

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