UNIONE DEI GIOVANI DI SINISTRA Mondo del lavoro: diritti e discriminazioni Luoghi di lavoro vuoti e piazze piene: finalmente è sciopero generale

Luoghi di lavoro vuoti e piazze piene: finalmente è sciopero generale


Finalmente è arrivato: CGIL e UIL hanno proclamato sciopero generale per il 16 dicembre. Una data attesa, voluta e soprattutto necessaria. Necessaria perché le scelte del governo Draghi sono del tutto opposte a quello che servirebbe al Paese: una riforma fiscale regressiva, l’assenza di politiche industriali, l’incapacità di contrastare le delocalizzazioni, la mancanza di investimenti per scuola e università. Le avvisaglie già c’erano: lo sciopero generale proclamato da FLC-CGIL (scuola) e della FIOM-CGIL (metalmeccanici), previsto per il 10 dicembre. Ma lo strappo operato tra governo e sindacati sulla finanziaria si è reso insanabile. E quindi le due confederazioni hanno deciso che, per esercitare pressione sul governo affinché la legge di bilancio venga cambiata, giovedì 16 si scenderà in piazza. 

 

L’indisponibilità del governo Draghi di modificare l’impianto complessivo della riforma fiscale è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mentre il direttivo della CGIL aveva già da qualche giorno dichiarato di voler intraprendere la via dello sciopero generale, è arrivato in un secondo momento anche il via libera della UIL. Dunque, oltre a un’ignobile riforma del fisco che prevede miglioramenti in busta paga per chi già sta bene e briciole per chi guadagna una miseria, ci sono tutti gli altri fallimenti del governo. Il fallimento di predisporre gli strumenti legislativi per proteggere i metalmeccanici dalle speculazioni dei fondi finanziari e le delocalizzazioni selvagge, ad esempio. O il fallimento di promuovere un piano straordinario di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, per creare lavoro stabile e far ripartire i servizi pubblici. O ancora, di ideare una riforma delle pensioni che sia in grado di garantirne una anche per chi, come noi giovani, ha carriere discontinue, precarie e sottopagate. 

 

Ci sono alcuni aspetti del percorso verso questo sciopero generale che vanno sottolineati. Il primo è l’esigenza di una data di mobilitazione del mondo del lavoro. Vero è che la CISL, con i suoi oltre 4 milioni di iscritti, ha scelto di non proclamare lo sciopero, con l’implicazione della rottura del fronte del sindacato confederale che dall’inizio della pandemia aveva retto. Ma d’altronde il massacro sociale in atto rende la decisione di proclamare sciopero generale non solo urgente ma perfino in colpevole ritardo. A fronte della dilagante precarietà, i licenziamenti e le paghe da fame, percorrere la via della conflittualità appare l’unico modo di portare avanti la lotta per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici. 

 

Il secondo aspetto è la costruzione del percorso verso lo sciopero generale. Come già detto, lo sciopero andava proclamato settimane fa. Ma piangere sul latte versato certo non aiuta, e quindi è bene “convergere ed insorgere” su questa data, come ha ricordato il Collettivo di Fabbrica della GKN in un post su Facebook. Insorgere, dalle fabbriche agli uffici, passando per l’università, i servizi esternalizzati, le filiere dello sfruttamento come ristorazione e gig economy. In tutti i settori deve mettersi in moto un processo di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Assemblee in tutti i luoghi di lavoro e discussioni capillari sono un punto cruciale perché il mondo del lavoro possa riprendersi diritti e salario dopo anni di smantellamento dei primi e compressione verso il basso del secondo. 

 

Quindi: lo sciopero generale è arrivato in ritardo, ma è arrivato. E dunque luoghi di lavoro vuoti e piazze piene. A Roma, a Piazza del Popolo, ci saranno il Segretario della CGIL Maurizio Landini e il Segretario della UIL Pierpaolo Bombardieri. Altre 4 manifestazioni interregionali verranno organizzate. Convergiamo in queste piazze, insorgiamo tutti e tutte. 

1 thought on “Luoghi di lavoro vuoti e piazze piene: finalmente è sciopero generale”

  1. È giusto lo sciopero, la realtà sociale di povertà e sfruttamento lo rende urgente. Aggiungerei che uno sciopero generale era già stato organizzato contro le politiche di Draghi dai sindacati di base.

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