UNIONE DEI GIOVANI DI SINISTRA Cultura,Politica La censura formativa e la truffa nazionalistica

La censura formativa e la truffa nazionalistica

Uno squallido gioco di potere e di coerenza in primo luogo, si sta cominciando ad evolvere e rendere serio tra le file di alcuni partiti di connotazione patriottica, nazionalistica o, più semplicemente, di quelli guidati da persone con intenti, scopi e principi di vano, incoerente e inutile scopo di esistenza se non la divisione della società e la fomentazione di un perpetuo odio. Cosa forse non di immediata comprensione a tutti, questo gioco, oltre che comportare ed accentuare una sfiducia sempre maggiore nei confronti di quelle linee di pensiero, implica anche un favoreggiamento del clima che vede la società sempre meno interessata alla politica, al bene collettivo e alla voglia di cambiamento.

La censura formativa, così la definisco io, altro non è che l’indispensabile e frenetico bisogno nel dover correggere storia, eventi, argomenti e realtà per renderle (o almeno per credere di renderle) più semplici, più a proprio favore, magari meno aggressive e di più immediata comprensione, evitando, in verità, il più normale e naturale contatto con la natura e, consapevolmente, ostacolando l’accondiscendenza benigna e la metabolizzazione delle discrepanze più ardue o dissimili delle realtà raccontate che, comunque sia, devono essere normalizzate nella nostra concezione di realtà per poter vivere in pace con chi si ha vicino e per non causare un generale rilutto, distacco e (in particolar modo) odio soprattutto nelle menti più giovani e influenzabili.

Le verità del mondo, i fenomeni sociali, le loro realtà e le loro caratteristiche, vanno raccontate sempre per intero e, a volte, in maniera graduale per facilitare una più semplice e progressiva comprensione, sia delle realtà stesse che delle loro differenze rispetto al nostro ambiente, spesso monotono ed inflessibile, a cui (più o meno giustamente) siamo abituati. Mai devono essere distorte da forze politiche (o peggio) istituzionali.

Questa però non è solamente una questione di libertà di espressione o di opinione, perché qui di libertà non si sta parlando. Questa è, e ora mi riferisco alle mutazioni e alle polemiche che a certa destra piace applicare a fatti ed eventi per renderli innocui (se contro di loro) o scandalosi (se a loro favore), una questione di moralità certamente ma di disinformazione e di manipolazione di questa soprattutto. Il fatto che venga tirata sempre in ballo la questione di libertà di espressione o di opinione non appena qualcuno osi contrastare con ciò da loro mutato o polemizzato è, oltre che oltraggioso verso le reali negazioni di queste libertà in regimi dove, veramente, non vi è possibilità di far nulla, anche e soprattutto falso. Si tratta solo di subdolo opportunismo, appariscente e velleitario, dove la manipolazione dell’informazione è solamente uno dei tanti strumenti per compierlo e per accaparrarsi il maggior numero di elettorato possibile. Non è una questione di libertà perché, finché esisterà qualcuno ad opporsi a queste mutazioni, vorrà dire che libertà di espressione e/o di opinione non saranno venute meno.

Evitare di delucidare o manipolare le parti più fastidiose delle realtà umane, biologiche, naturali ed etniche soprattutto è imperativo e di fondamentale rilievo non soltanto per la salute sociale del singolo interessato ma lo è e lo sarà anche per la salvaguardia di un più giusto pensiero sociale, che altro non è che l’opinione pubblica, per il mantenimento di una solida democrazia e di una solida repubblica. Il viziaccio di certe individualità, o collettività, di destra o centro-destra nel manipolare queste realtà (non solamente il modo in cui queste vengono presentate al pubblico ma anche le stesse in quello che sono) per potersi scagliare contro la sinistra e i suoi partiti (alcuni dei quali, senza sorpresa, accondiscendenti) si ripercuotono poi anche sulla loro credibilità e su quella relativa all’intero panorama politico italiano. La propaganda ancora più meschina delle destre peggiori di tutti i tempi, ovvero quelle ultra-nazionalistiche, invece, non punta tanto alla perdita di credibilità di un partito o di una fazione avversaria ma, anzi, punta al terrore del popolo e all’incessante tentativo di convincerlo della sempre più accentuata perdita di identità del paese o della società. Il popolo spaventato dallo sbarco dei migranti, espressi come delinquenti venuti fin qua dall’Africa per rubarci la cultura e sottometterci, è un popolo di facile manipolazione e di semplice controllo, quindi più nazionalistico e più puntato alla la difesa della “identità nazionale”. Il partito che offrirà tutto questo patriottismo fasullo, tutto questo nazionalismo, non solo si accaparrerà i voti di quelle persone che, precedentemente, è riuscito a spaventare, ma, perseverando nei suoi modi e metodi di terrore, avrà sempre più elettorato e sempre più cose di cui latrare nei comizi, incitando lo “spirito patriottico” della gente (non diverso da uno “spirito nazionalistico”) e la difesa dei confini ma della identità nazionale soprattutto, il che, altro non è, che il più becero, subdolo e misero razzismo verso persone, veramente, con poco o nulla, materialmente e moralmente.

Questo è il sistema che le destre utilizzano per accaparrarsi i voti delle persone che terrorizzano e per tentare di riportare in vita velenose nostalgie. Ogni persona dovrebbe essere a conoscenza di tutto ciò, perché un popolo informato di questi metodi non casca né nella truffa nazionalistica né nella censura formativa.

 

Marconi Davide

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Related Post