Per una risoluzione diplomatica al conflitto in Ucraina orientale: no all’escalation militare NATO-Russia

Per una risoluzione diplomatica al conflitto in Ucraina orientale: no all’escalation militare NATO-Russia

Gennaio 31, 2022 0 Di Unione dei Giovani di Sinistra

Guardiamo con preoccupazione ai tragici sviluppi della situazione ucraina ed alle conseguenze che essa può avere sul quadro internazionale. L’invio di nuove forze NATO in Bulgaria e nel mar Nero; il movimento di truppe russe al confine con l’Ucraina; la crescente tensione diplomatica e militare fra NATO e Russia; le proposte di “pace armata” che filtrano da Mosca, per mezzo del vice ministro Ryabkov, suggerendo l’installazione di infrastrutture militari russe in Venezuela ed a Cuba: sembrano tutti presagi della riproposizione anacronistica di una nuova Guerra Fredda in Europa e nel mondo.

 

Promuoviamo e sosteniamo il diritto all’autodeterminazione del popolo ucraino e condanniamo con forza l’intervento straniero nelle faccende interne al Paese. Non crediamo che l’allargamento della NATO a Georgia e Ucraina sia nella logica della pace, ma una mera conseguenza degli attriti fra potenze che vede oggi l’Ucraina come punto di scontro più caldo e gravido di pericoli per la pace europea e mondiale.

 

Le tragiche conseguenze dell’interventismo NATO nel mondo negli ultimi 30 anni dimostrano chiaramente che il mezzo bellico è inefficace nel promuovere i valori democratici, i diritti umani, il benessere e l’indipendenza dei popoli: non esiste alternativa alla diplomazia per la costruzione di una pace duratura. Chiediamo quindi a Governo e Unione Europea di contrastare attivamente le pulsioni militariste che in queste settimane stanno riprendendo vigore, e porsi come interlocutori autorevoli per una soluzione diplomatica al conflitto ucraino.

 

Il pacifismo non è una posizione né debole né idealista, ma la più logica e ponderata analisi del contesto internazionale. Chi nasconde dietro la maschera del “pragmatismo” il militarismo ha le mani sporche del sangue di milioni di iracheni, libici, afghani. La democrazia non si esporta con la guerra, la pace armata è un punto di equilibrio troppo rischioso.

 

“C’è un dato inoppugnabile: che la guerra è uno strumento ma non funziona, semplicemente non funziona”

Gino Strada