Ucraina, crocevia delle Grandi Potenze

Ucraina, crocevia delle Grandi Potenze

Aprile 12, 2022 0 Di Lorenzo Colombo

“L’Europe se fera dans les crises et elle sera la somme des solutions apportées à ces crises” (ie
“L’Europa si farà nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni apportate a queste crisi”) diceva Jean
Monnet nell’agosto del 1954. Oggi assistiamo a una compattazione, e un “engagement”, dell’Occidente
nei confronti di un nemico comune. Compattazione mai vista dopo il crollo dell’URSS,
nemmeno durante le contrattazioni per il Next Generation EU, dove l’UE si è spaccata in due fronti
(da una parte i Paesi frugali quali Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria e Svezia, e dall’altra il
resto dell’Unione). La guerra in Ucraina ha compattato il fronte occidentale e ha fatto riscoprire agli
europei, che vivevano nella post-storia,¹ che le regole di funzionamento del sistema internazionale
sono ancora vive e in salute. Tante domande in questi giorni, però, coprono il dibattito italiano ed
Europeo, tra cui: Perchè Putin ha invaso l’Ucraina? Cosa può fare l’Occidente per fermare quest’avanzata?
L’Europa creerà un’esercito comune? Proverò a dare una mia, semplice e personale,
risposta alla prima domanda, sperando che il dibattito tra noi di UGS, e nel Paese, possa continuare.²

Le basi del Sistema Internazionale

Per dare una mia risposta a questa domanda, bisogna prima comprendere come il sistema internazionale
sia basato, dal mio punto di vista,3 su 3 assunti: il sistema è anarchico,4 gli Stati
sono gli attori principali5 e gli Stati sono considerati attori razionali ed unitari. Partendo da queste
premesse si può delineare come l’anarchia produca incertezze e paure negli Stati,6 che quindi porti
gli Stati a prioritizzare la sicurezza7 e quindi implichi la centralità delle capacità militari di uno
Stato.8 Da ciò è facile capire come la sopravvivenza, e quindi la sicurezza, di uno Stato vengano
prima di prosperità economica, culturale e sociale.

Ora, date queste premesse e implicazioni è semplice capire come la politica internazionale sia caratterizzata
dalle Grandi Potenze (GP), dato che loro detengono una capacità militare molto elevata
e che, quindi possano decidere della sopravvivenza degli Stati.9 Detto ciò, veniamo al perchè Putin
ha invaso l’Ucraina, compiendo una mossa, a prima vista, irrazionale. Ebbene, siccome gli Stati
prioriticizzano la sopravvivenza e dato il dilemma della sicurezza, gli Stati o meglio, le GP, sono
proni alla guerra in 2 regioni: nell’Estero Vicino e nei siti dove ci sono risorse critiche per la loro
sopravvivenza.10 Questo comportamento è evidente nella storia recente (Cuba nell’ottobre del 1962)e nella storia antica (Meli e Ateniesi nel 416 a.C.) e ciò ci fa capire come il comportamento delle
GP sia prevedibile e lo stesso da millenni.

Il caso Ucraina

Ora, nel caso dell’Ucraina è semplice comprendere come l’espansione a Est della NATO11 sia fonte
di preoccupazione per Mosca, ulteriormente aggravata dalla gestione delle crisi da parte americana
nel momento unipolare12. L’accerchiamento provocato dalla strategia, dinamica, del contenimento13
preoccupa la sicurezza di Putin. Mosca ha più volte, sin dal vertice di Bucharest nel 2008,
per l’ingresso dell’Ucraina e della Georgia nella NATO14, detto esplicitamente a Washington che
l’ingresso di questi Paesi nella NATO fosse una “linea rossa” da non superare. Gli USA sembravano
sordi e cechi in quel periodo di forte unipolarsimo, dove la loro volontà sembrava impareggiata, e
proseguirono con il processo di allargamento dell’Alleanza atlantica. Infatti, poco dopo il Summit
NATO, la Russia invase la Georgia per due regioni (Abcasia e Ossezia del Sud) ma anche, e forse
principalmente, per dare un segnale agli USA. La Russia non permetterà che la culla del proprio
impero cada in mano agli americani. Addirittura una giornale russo riporta che Putin, parlando
direttamente con Bush, abbia detto “Se l’Ucraina viene accettata nella NATO, cesserà di esistere”.15
Oltre a tutto ciò abbiamo, a livello strategico, altre questioni sul piatto, quali le numerose operazioni,
legittime, ma comunque non “benevole” della NATO nei confronti della Russia svolte negli
anni dai partner più a Nord del Patto Atlantico16(l’ultima si sta svolgendo in Norvegia in questi
giorni, il nome dell’operazione è “Cold Response 22”17). In queste operazioni c’è da notare come
non vi siano solo Paesi NATO a svolgerle, bensì anche Paesi cosiddetti “Partner”, che vengono
considerati da Mosca, come Paesi aderenti al Patto Atlantico “de facto” anche se non “de jure”.
Tra questi c’è anche l’Ucraina. Per questo, Putin, crede che la sua “linea rossa” stia per essere
superata dagli USA e grazie a queste esercitazioni, le forze militari ucraine si sono addestrate e
hanno appreso i moderni approcci al combattimento e l’efficenza della struttura NATO18. Questo
miglioramento della potenza militare ucraina, dato il dilemma della Sicurezza19, provoca in Mosca
un senso d’insicurezza.20

In più, per Putin ci sono questioni storiche, per cui lui considera l’Ucraina come parte della Russia
e gli Ucraini come “russi bianchi”21, e questioni di politica interna, dove il dittatore sembra stia perdendo molto consenso e la situazione stia diventando complicata. Per quanto riguarda le questioni
storiche, la potenza tellurica ha da sempre visto sè stessa come una GP, come un Impero.
Gli imperi, nella politica internazionale, e in modo specifico la Russia, si vedono in un continuum
perenne.22 Non sorprende, quindi, che Putin abbia fatto riferimento, nel suo discorso del 21 Febbraio,
alla Rivoluzione d’Ottobre e a Lenin. Anche sotto questo aspetto, dobbiamo comprendere
come Putin sia diverso da noi, come guardi alla storia, come pensi che quei fatti siano “accaduti”
sotto la sua presidenza.23 Oltre a ciò, Putin, come dice John Mearsheimer, aveva anche paura di un
possibile “colpo di Stato” da parte americana, tale da soverchiare il suo regime, come quello della
Rivoluzione Arancione in Ucraina.24 Il leader russo pensava di essere il prossimo obiettivo della
strategia di “Liberal Hegemony” americana25.

Un appello per la Pace

Detto ciò, secondo me, solo comprendendo le ragioni secondo cui le GP, e quindi la Russia, agiscono
nel panorama internazionale,26 di cui ho provato, brevemente, a darvene contezza, possiamo capire
come risolvere questa situazione complessa, difficile e intricata. UGS e Sinistra Italiana hanno, da
subito, preso posizioni corrette chiedendo la fine del conflitto e chiedendo al Governo Italiano e
all’UE di assumersi le proprie responsabilità e preparare la Pace. Solo capendo che Putin non è un
mostro o un pazzo, possiamo cercare di far lavorare la diplomazia e normalizzare il conflitto, creando
una de-escalation. La diplomazia non significa “appeacement”27 in accezione negativa, bensì capire
che entrambe le parti possono avere delle ragioni.28 La diplomazia non significa “arrendersi” ma
concedere qualcosa per qualcos’altro. Spesso, le ragioni ci sembrano assurde, per noi occidentali,
eppure, solo calandosi e capendo la controparte si può davvero fare la Pace. La questione, però,
sembra essere complessa da portare nel dibattito pubblico italiano29 ma noi dobbiamo impegnarci
affinchè ciò avvenga, affinchè le questioni vengano affrontate nella loro complessità e affinchè il pensiero
critico, e la ragione, prevalgano in ogni questione.30

Ci sarebbe molto da discutere

In conclusione, moltissime altre questioni rimangono insondate quali, ad esempio,gli interessi USA
nella “vietnamizzazione” del conflitto, la strategia “bleeding”, l’esercito europeo, le forniture di
energia, l’effetto delle sanzioni, il ruolo della Cina, il futuro dell’Europa, le relazioni commerciali tra
Polonia e Ucraina, e molto altro.
Ringrazio tutte le lettrici e tutti i lettori, con l’augurio di poter leggere le vostre suggestioni a questo
mio articolo e con l’augurio di poter discutere di questo, di altro, di tutto,31 insieme, a Bologna il
23 e il 24 Aprile. Speriamo che il dibattito pubblico sulla politica estera italiana ed europea riparta nel nostro Paese

 

 

Note:

1 Si veda Francis Fukuyama: “The end of History and the Last Man”, Penguin, first Edition 28/01/1993
2 Questo lavoro viene svolto anche in luce dell’Assemblea Nazionale di UGS a Bologna il 23 e 24 Aprile 2022
3 Questo punto di vista si riferisce completamente alla scuola Neo-Realista o Strutturalista della politica Internazionale. Il punto di partenza di questa visione delle relazioni internazionali si basa sul libro di Kenneth Waltz “Theory of International Politics” Waveland Press, Inc scritto nel 1979, rivisto nel 2010. Siccome aderisco a questa teoria e la interpreto, pur non essendo un accademico, il punto di vista è il mio, con tutti i limiti del caso.

4 Per anarchia si intende che, nel sistema internazionale, non esiste un’entità, a differenza della politica interna,
che detiene il “Monopolio del legittimo uso della forza” e quindi gli Stati possono essere attaccati da chiunque in uno Stato di Natura. Su questo si veda Max Weber “La Politica come Professione”, Mondadori, 2017. Sullo stato di Natura si veda: Thomas Hobbes, “Il Leviatano”, 1651
5 Questo significa che gli attori non-statali quali, ad esempio, ONG, Multinazionali o gruppi terroristici, sono
considerati attori secondari all’interno della politica internazionale
6 Dato che, potenzialmente, tutti gli Stati possono attaccare qualunque altro Stato
7 Si noti come il sistema venga considerato “self-help system”
8 Si veda, per completezza, il cosiddetto “Security dilemma” in John Hertz “Idealist Internationalism and the
Security Dilemma”, 1950
9 Infatti, in base alla distribuzione delle capacità militari Waltz delinea diversi sistemi di politica internazionale:
Unipolarismo, Bipolarismo, Tripolarismo e Multipolarismo
10 Si veda John Mearsheimer “The Great Delusion. Liberal dreams and international realities” Yale University
Press, 2018

11 Si veda https://www.limesonline.com/lespansione-verso-est-della-nato-2/115632
12 Si fa riferimento alle numerose operazioni della NATO durante le quali Paesi sono stati bombardati o portati al collasso civile e sociale. Esempi sono: Bosnia, Kosovo, Iraq, Siria. Il momento unipolare è iniziato nel 1991, quando l’URSS crollò.
13 La prima teorizzazione di questa stretegia, che spesso si pensa statica, monolitica, si ha il 22 Febbraio 1946 in George
Frost Kennan “The long Telegram” disponibile su https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/116178.pdf
14 Si veda il paragrafo 23 della Dichiarazione di Bucharest disponibile su
https://www.nato.int/cps/en/natolive/officialtexts8443.htm
15 “NATO Denies Georgia and Ukraine,” BBC News, April 3, 2008. “Stay Away, Vladimir Putin Tells NATO,”
Telegraph, April 5, 2008. International Crisis Group, “Ukraine: Running Out of Time” (Europe Report No. 231,
May 14, 2014).
16 Si veda L’operazione “Trident Juncture 2018”, la più grande operazione militare dal crollo dell’URSS ad oggi.
Ovviamente, essendo svolta nel Mar Baltico e nel Mar del Nord è percepita dalla Russia come una minaccia, secondo il dilemma della sicurezza. L’operazione è disponibile su https://www.nato.int/cps/en/natohq/157833.htm
17 Si veda https://www.nato.int/cps/en/natohq/news192351.htm
18 Si veda https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics37750.htm
19 Si veda la Nota 8
20 Ricordando anche la strategia privilegiata da Mosca in termini di difesa: allontanare il nemico il più possibile in modo da lasciarlo logorare nelle steppe Russe. Questa strategia fu usata sia con l’invasione Napoleonica, sia con l’invasione tedesca. Entrambe fallirono.
21 Il riferimento è agli archivi demografici dell’URSS in cui gli ucraini venivano definiti in questo modo

22 Si veda “L’impero Russo tra i soviet e l’attuale” di Dario Fabbri in “CCCP, un passato che non passa”, Limes-
Rivista Italiana di Geopolitica n. 11/2021
23 Qui si intende il fatto che Putin si senta una continuazione dell’impero zarista prima, e dell’Unione Sovietica poi. Quindi, la storia della Russia, è la sua storia. (Ovviamente, questa è la sua personale visione)
24 Non mi rincuora il fatto che Biden, nel discorso del 26 Marzo a Varsavia abbia detto che Putin “non può rimanere al potere” e “è un macellaio”. Questo non aiuta la diplomazia, anzi, la inibisce, chiude le porte. Con i macellai, in politica internazionale, non ci si siede ad un tavolo, li si distrugge. In più, minacciare un Colpo di Stato così apertamente rischia solo di alimentare le paranoie di Mosca. https://edition.cnn.com/2022/03/26/politics/joe-biden-vladimirputin-butcher/index.html e https://www.theguardian.com/world/2022/mar/26/biden-tells-west-to-prepare-for-longfight-ahead-in-warsaw-speech
25 Si veda: Nuland, “Remarks at the U.S.-Ukraine Foundation Conference,” Washington, DC, December 13, 2013.
William Blum, “US Policy toward Ukraine: Hypocrisy of This Magnitude Has to Be Respected,” Foreign Policy
Journal, March 8, 2014. John Mearsheimer “The Great Delusion. Liberal dreams and international realities” Yale
University Press, 2018 in particolare il capitolo 6
26 Aggiungo che, le GP tendono sempre a trovare un bilanciamento di potere. In un sistema unipolare ciò, per
definizione non avviene e quindi gli USA hanno potuto fare il bello e il cattivo tempo. Ora, le GP rivogliono il
bilanciamento di potere all’interno della politica internazionale, segno che il sistema, lentmente, sta cambiando. Resta da vedere chi sarà la seconda potenza, a mio parere la Cina, dato che la Russia non possiede i 3 elementi essenziali per una grande potenza: Demografia, Economia, Esercito. Sul tema di “balance-of-power politics” si veda https://en.wikipedia.org/wiki/Balanceofpower(internationalrelations) e Nota 3
27 Anche se la strategia adottata da Chamberlain con Hitler, troppo duramente giudicata dalla storia a mio parere, aiutò la Gran Bretagna e gli Alleati a ottenere tempo per preparasi
28 Siano esse condivisibili o meno. Con questo non è mia intenzione, in alcun modo, giustificare l’invasione di Putin. Il ragionamento razionale, freddo e distaccato, ci permette di trovare una soluzione duratura al conflitto, l’emozione ci porterà al disastro.
29 Si veda la vicenda che coinvolge il Professor Orsini
30 Come penso stiamo facendo nei riguardi dei diritti sociali. Si veda il supporto a tutte quelle aziende che
delocalizzano e, in particolare, alla manifestazione “Insorgiamo”, organizzata da GKN, il 26 Marzo 2022

31 Il riferimento a GKN è puramente voluto